Progetto Gruppo Terre Alte - CAI Frosinone

Progetto Gruppo Terre Alte - CAI Frosinone

Dopo il successo del progetto Smart Environments (2016-2018) coordinato da Sara Carallo e finanziato dalla Regione Lazio e dall’Università di Roma Tre e volto a valorizzare e rendere fruibile il patrimonio della Valle dell’Amaseno, la Valle torna ad essere protagonista di un progetto di promozione territoriale.
Questa volta si tratta di un progetto promosso dal Gruppo Terre Alte coordinato dal Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano.
Sin dalle origini (4 maggio 1991) il Gruppo si è fatto promotore di una nuova attenzione alla montagna: non tanto in termini di osservazione scientifica dei caratteri della “montuosità” in senso naturalistico o alpinistico, quanto piuttosto dei caratteri della montanità etnoantropologica, e al ruolo positivo della presenza dell’uomo nei quadri della natura e del paesaggio alpino prodotti dalla secolare civiltà agrosilvopastorale.
Più recentemente (2008) il Gruppo ha rilanciato la propria attività invitando a prestare attenzione, oltre che alla “montagna che scompare”, anche alla “montagna che torna a vivere”, ovvero a tutti quei fenomeni di ritorno alle Terre Alte che stanno interessando l’arco alpino ed appenninico.
Il progetto dal titolo “Rinascita culturale e sociale dei territori montani e rurali della Valle dell’Amaseno” proposto dal gruppo di ricerca del CAI sezione di Frosinone (presidente prof. Paolo Sellari) e composto da: Sara Carallo (Responsabile Scientifico), Diego Magliocchetti, Tonino Farinelli, Patrizia Romano, Giuliano Fabi risulta tra i vincitori del bando Terre Alte 2018.
L’obiettivo è la rivitalizzazione (economica, sociale, culturale) dei valori delle aree più marginali attraverso la promozione di itinerari culturali.
Il progetto mira a promuovere i borghi e le aree verdi della Valle dell’Amaseno, le loro specificità culturali e i valori umani che custodiscono.
La Valle dell’Amaseno rappresenta un’area interna costituita da una comunità locale ben radicata nel territorio e detentrice di un complesso di valori comuni ancora molto vivi. Un territorio resiliente polisemico che costituisce un ottimo laboratorio di sperimentazione sociale e produttiva volto ad una rinascita culturale ed economica.
Gli itinerari culturali in quanto strumenti conoscitivi e progettuali consentono di promuovere i territori e le loro peculiarità e al tempo stesso di avviare un processo di sviluppo territoriale in chiave sociale, economica, culturale e ambientale.
Camminando si conosce in maniera profonda e attenta un luogo e si entra in simbiosi con esso. Ad ogni passo acquisiamo un senso di responsabilità e di cura nei confronti della natura e dei borghi che ci ospitano e che ci offrono un patrimonio inestimabile. Si raggiunge un senso di vera e propria consapevolezza del grande valore che territori marginali come la Valle dell’Amaseno hanno e ci si predispone per una loro salvaguardia e una loro valorizzazione sostenibile.
Il progetto vincitore del bando Terre Alte verrà presentato pubblicamente il 23 giugno e presto vi forniremo tutte le informazioni logistiche.
Nel frattempo vi aggiorniamo sulle prime attività portate a termine dal gruppo di lavoro.
Nel mese di maggio 2018 sono state organizzate due escursioni con due gruppi di docenti e studenti del corso di Geografia dell’Università degli Studi di Roma Tre che sono stati guidati da Sara Carallo, Tonino Farinelli e Diego Magliocchetti, con il supporto di Andrea Selvini, presidente dell’Associazione Cultores Artium, alla scoperta dei borghi e delle aree collinari e montuose della Valle dell’Amaseno.
A partire dalla meravigliosa abbazia cistercense di Fossanova abbiamo ripercorso le tracce di pellegrini in viaggio sulla Via Francigena nel Sud che attraversa la bassa Valle dell’Amaseno e in un lungo tratto costeggia l’omonimo fiume e l’abbazia.
Abbiamo attraversato luoghi dal grande valore culturale e naturalistico e ricostruito gli itinerari del Gran Tour, il viaggio alla scoperta delle meraviglie dell’Italia che i giovani dell’aristocrazia europea intrapresero a partire dal XVII secolo.
Attraverso la lettura di alcuni diari di questi viaggiatori e contestualmente attraversando a piedi questi luoghi, Sara Carallo ha raccontato ai presenti l’evoluzione del paesaggio e del territorio attraverso i secoli. Cartografie storiche e documenti geostorici hanno arricchito le esplorazioni sul territorio e mostrato un paesaggio storico in alcuni tratti ancora quasi integro.
La natura carsica di Campo Soriano con i suoi maestosi “hum”, gli inghiottoi, le doline e gli acquari ha affascinato studenti e docenti coinvolti anche dai racconti di Tonino Farinelli sull’antico confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie che correva proprio in questi territori, sui monti Ausoni, tra Sonnino e Vallecorsa. Qui è possibile rintracciare ancora oggi numerosi cippi di confine, simboli tangibili della memoria del territorio.
In questi monti, per secoli i pastori con le loro greggi attraversavano i boschi impervi e si recavano nella vicina piana pontina per trascorrere i mesi invernali. Antichi tratturi ancora oggi sono rintracciabili e con questo progetto ci si propone di ricostruire e promuovere. Per delineare ancor meglio la biografia di questo territorio e non perdere memoria del nostro passato.
I borghi con il loro patrimonio architettonico, artistico e culturale hanno accolto i viaggiatori e le comunità locali li hanno ospitati con calore ed entusiasmo. Una prova ulteriore che il turismo lento e gli itinerari culturali trasmettono un valore aggiunto non solo a coloro che visitano i luoghi ma anche a coloro che li abitano. La presenza di 70 giovani studiosi affascinati dai molteplici paesaggi culturali che la Valle dell’Amaseno offre, dona nuova linfa e speranza ad aree interne marginali e abbandonate. Nuove speranze e nuova energia di prendersi seriamente cura del proprio patrimonio, di valorizzarlo e rigenerarlo ogni giorno e salvaguardarlo per le generazioni future.
Questa positiva esperienza ha permesso di far conoscere a degli studiosi un territorio ricco di potenzialità che ha necessità di essere tutelato, valorizzato e promosso. Molti studenti si sono appassionati al progetto del gruppo di ricerca Terre Alte di Frosinone e si sono messi a disposizione per collaborare attivamente. Altri hanno chiesto la possibilità di incentrare le loro tesi di laurea proprio sulla Valle dell’Amaseno.
Se manca una conoscenza profonda dei territori, intesi come prodotti sociali, luoghi di interazione tra l’uomo e l’ambiente naturale in cui è possibile identificare le stratificazioni passate, è improponibile avviare delle proposte di tutela e progettazione sostenibile del territorio.
Questa conoscenza legata anche a una consapevolezza del valore territoriale avviene attraversando i territori, entrando in contatto con le comunità locali, con le associazioni culturali e perdendosi nella natura che circonda questi luoghi. Non bastano i libri e i documenti d’archivio. Per individuare il senso di un luogo bisogna attraversalo, percepirlo con tutti i nostri sensi e perdersi in esso.
Camminando, passo dopo passo acquisiamo le competenze per sostenere con cura e responsabilità questi territori.

 

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