Itinerario "Lungo le tracce della Via Francigena del Sud"

Itinerario "Lungo le tracce della Via Francigena del Sud"

DESCRIZIONE DELL’ITINERARIO
L’itinerario attraversa la media e bassa valle dell’Amaseno e ripercorre in parte gli antichi pellegrinaggi religiosi tra cui la Via Francigena del Sud. Lungo il suo percorso è possibile ancora oggi rinvenire numerosi resti archeologici di abitati del paleolitico, ruderi di ville e cisterne romane e tracce dell’antica città di Privernum; dall’epoca della prima importante territorializzazione romana si passa alla realtà medievale, rappresentata dal centro storico di Priverno (ricostruito proprio in epoca medievale), dall’Abbazia di Fossanova e da tutti quegli elementi tangibili e intangibili che hanno contribuito a delineare la storia sociale ed economica del territorio.
Il tratto terminale ripercorre l’ultima grande fase di strutturazione dello spazio fisico, risalente all’epoca della Bonifica Integrale. L’itinerario procede infatti lungo l’argine del fiume Amaseno che, in quest’area, abbandona la sua caratteristica fisionomia selvaggia e impetuosa per somigliare a un regolare canale di bonifica, circondato da strade interpoderali a maglia regolare e da campi agricoli.
Il percorso, ad anello, ha inizio dalla stazione ferroviaria di Priverno-Fossanova; da qui, dopo un breve tratto di strada che corre parallelamente al fiume, si raggiunge il Sito di Importanza Comunitaria «Bosco di Polverino», all’interno del quale sono situati numerosi resti archeologici di differenti epoche storiche a partire da quella preistorica. Nelle immediate vicinanze si trovano diversi ruderi di ville romane, mentre addentrandosi nel bosco in prossimità delle località Colle Pistasale, San Giovanni, Colle Lubro, Valle Fredda e Colle Sant’Ermo è possibile visitare i resti di antichi terrazzamenti in opera poligonale, tracce di abitati risalenti al paleolitico, cisterne e altre ville romane. Tutte queste aree di interesse archeologico sono tutelate dall’art. 45 (beni puntuali e lineari diffusi testimonianza dei caratteri identitari archeologici e storici e territori contermini) ai sensi dell’art. 142 D. Lgs. 42/2004 e sono rappresentate, tramite individuazione cartografica e alfanumerica nella tavola B del Piano Territoriale Paesistico Regionale.
All’interno dell’area attraversata dal percorso suddetto trovano collocazione anche una serie di beni geomorfologici e di geositi di rilevante interesse naturalistico. In particolare, è possibile incontrare quei fenomeni di sinkhole che rientrano, secondo il PTPR, nella categoria beni geomorfologici tutelati dall’art 47 (beni puntuali e lineari diffusi testimonianza dei caratteri identitari, vegetazionali, geomorfologici e carsico ipogei e la relativa fascia di territorio contermine). Numerose sono anche le cavità ipogee, tipiche del fenomeno carsico che contraddistingue la Valle. Anche per queste aree, come per le zone costituite da beni archeologici, è prevista la definizione di vincoli al fine di salvaguardare l’integrità paesaggistica del territorio e la valorizzazione delle sue qualità naturali, ambientali e storico-archeologiche.
Superato il Bosco di Polverino, l’itinerario prosegue verso il borgo di Fossanova, presso cui si può visitare l’imponente abbazia cistercense e il Museo medievale, che conserva interessanti reperti sull’evoluzione storico culturale e socio-economica della Valle in epoca medievale.
Il percorso riprende poi lungo l’argine del fiume fino al palazzo di San Martino, risalente all’epoca moderna, e da qui ci si addentra nuovamente nella Zona di Protezione Speciale «Monti Lepini», ricca di diversi geositi. Si prosegue poi fino al centro storico di Priverno, dove si consiglia una sosta al caratteristico borgo medievale e agli edifici religiosi, custodi di un patrimonio architettonico e artistico di grande valore (scopri l’itinerario creato per visitare Priverno nella sezione “Itinerari”). Avanzando, in località Colle San Pietro è possibile visitare i resti archeologici dell’antico Monastero di San Pietro e qualche chilometro più avanti il “museo a cielo aperto” dell’area archeologica di Privernum in località Mezzagosto dove sono ubicati anche i ruderi di un abitato riconducibile al periodo del Bronzo-Ferro.
All’incrocio con la chiesa di Mezzagosto, si prosegue verso l’Isola, che un tempo corrispondeva a un ampio coltivo e di cui rimangono tracce in numerose carte storiche. Dopo aver visitato la Chiesa di Santa Maria della pace, si imbocca un sentiero immerso nella natura lungo l’argine del fiume fino ad arrivare alle Mole Comuni, addossate a una torre vedetta ancora in ottime condizioni, dietro le quali è situata l’omonima cascata e poco più avanti alle Mole Sante e alla adiacente torre difensiva.
Il percorso procede lungo l’argine del fiume in un paesaggio naturalistico di particolare pregio, fino a incontrare l’imponente torre della Sassa, ubicata su un grande massiccio calcareo. Nei pressi di quest’ultima è situata la sorgente Bagnoli, accanto alla quale era ubicata la Mola di Sonnino di cui oggi, purtroppo, si è persa ogni traccia.
Il paesaggio tutt’intorno è contraddistinto da terrazzamenti di uliveti che si estendono sulle ripide scoscese dei Monti Ausoni e circondano l’abitato di Sonnino sul colle Sant’Angelo. Da qui, nell’ultimo tratto del percorso, il paesaggio si trasforma drasticamente assumendo i connotati classici delle aree di bonifica, ultima importante fase di territorializzazione che ha contraddistinto la bassa valle dell’Amaseno.
L’itinerario prosegue lungo l’argine del fiume fino al ponte nuovo di Sonnino da cui si torna indietro fino alla stazione di Priverno-Fossanova dove termina il percorso.
SCHEDA TECNICA
Partenza e arrivo: Stazione ferroviaria di Fossanova Priverno
Lunghezza: 40 chilometri
Tempo di percorrenza: 5 ore
Dislivello: 185 metri
Grado di difficoltà: T/E Medio-facile. L’itinerario richiede un mino di allenamento in quanto alcuni tratti potrebbero risultare impegnativi.
Periodo consigliato: tutto l’anno
 Itinerario progettato e creato da Sara Carallo e Orazio Carallo
CONSIGLI
Si tratta di un itinerario ideato appositamente per una percorrenza in mountain bike. Il percorso si snoda su tracciati che evitano per quanto possibile la strada asfaltata e privilegiano le strade bianche e i sentieri al fine di poter attraversare il territorio in sicurezza e ammirare il patrimonio culturale e naturalistico in tranquillità. L’itinerario può essere tranquillamente percorso anche a piedi, magari suddividendolo in più tappe se non si è ben allenati.
Credits: Foto di Sara Carallo e di Orazio Carallo
Segnaletica: ancora non presente, si consiglia pertanto di avere con se la carta turistica con il tracciato dell’itinerario e se lo si possiede un GPS con la traccia gpx.
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Foto di Sara Carallo
Le mole comuni. Foto di Sara Carallo
Le mole comuni. Foto di Sara Carallo
Le mole comuni. Foto di Sara Carallo

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